Omicidio in Piazza Sant’Elena – Alessio Piras

Titolo: Omicidio in Piazza Sant'Elena
Autore: Alessio Piras
Data di pubbl.: 2016
Casa Editrice: Fratelli Frilli Editori
Genere: Noir, thriller
Pagine: 155
Prezzo: 10,90 €

Dopo quasi quindici anni trascorsi all’estero a formarsi e a farsi una fama come professore di Filosofia, Lorenzo Marino decide di lasciare la sua amatissima Barcellona e rientrare a Genova, la città dove è nato e dove ha trovato lavoro come ricercatore universitario.

Dopo aver trovato sistemazione in un piccolo appartamento, situato tra i vicoli della città vecchia, Lorenzo conosce Mary, una giovane ragazza laureanda in Lettere che per pagarsi gli studi lavora come impresaria immobiliare e Alba, una vicina di casa, molto amica di Mary, che si prostituisce da molto tempo.

Un giorno il figlio di Alba viene trovato morto a causa, sembra, di una overdose di cocaina tagliata male. Una morte tragica che però la polizia sembra frettolosa nel volerla archiviare come “fatalità” accaduta ad un giovane scapestrato e dalla vita difficile.

Alba, tuttavia, è sicura che il figlio non fosse un tossico e si rivolge a Lorenzo per ottenere un aiuto.

In collaborazione con il commissario di Genova Pagani, uomo determinato a scoprire la verità su quanto è accaduto, Lorenzo inizia una sua personalissima indagine che lo porterà a scoprire una verità scomoda e molto pericolosa.

“-ecco…andato- la pora di Alba sbattè e tremarono i vetri della finestra su cui era appoggiata Mary. I passi nelle scale a scendere, il portone. Silenzio. -Vado da Alba- Lorenzo non ebbe tempo di rispondere che Mary era già uscita. La rivide solo l’indomani mattina, entrò in casa mentre ai faceva la barba. Non era un cliente, sì Alba era madre e suo figlio, Paco, era morto e l’uomo della notte prima era il migliore amico del ragazzo. Alba non era andata ai funerali, ai quali erano presenti solo lui e un uomo che il ragazzo sosteneva fosse il padre di Paco: un vecchio comandante dei vigili urbani che per anni frequentò l’appartamento di Alba in via della Posta Vecchia.”  (Lorenzo, pag. 40).

Ho sempre pensato che rencensire il romanzo d’esordio di uno scrittore fosse un compito decisamente arduo. Questo tipo di testo, infatti, non è nuovo solo ai lettori ma anche a noi che dobbiamo, partendo da zero, scrivere una critica e non sappiamo assolutamente nulla dell’autore che lo ha scritto, del suo stile, di come approcciarci a questa particolare recensione. Carta bianca dove poter scrivere qualsiasi cosa che, però, sarà il punto di partenza dal quale si potranno costruire le future recensioni agli scritti che ancora devono venire. Una bella responsabilità questa, se ci pensate un secondo. Dunque come posso iniziare a parlarvi del primo lavoro di Alessio Piras? Semplice. Lo farò utilizzando una parola. Una parola sola, avete capito bene, e se vi sembra poco è perchè ancora non sapete che il lavoro di esordio di Alessandro Piras è molto più che notevole: è bello.

Ho trovato che l’idea, molto controcorrente in un periodo storico particolare come quello che stiamo vivendo oggi, di un giovane talento che sceglie di tornare dall’estero per dare una nuova possibilità alla sua terra natia, che ha “tradito” le sue aspettative (come, penso, quelle di migliaia di altri giovani come lui), per costruirsi un futuro sia stata una scelta interessante e, in qualche modo, poetica. Lorenzo Marino, il giovane ricercatore protagonista del romanzo, è un personaggio molto interessante. Un novello Sherlock Holmes italiano, come lo definicisce scherzosamente Mary più volte nel corso della vicenda, in grado tuttavia di sganciarsi dalla figura del celebre detective inglese perchè, pur essendo interessato alla verità, è principalmente mosso da un grande senso di giustizia e di umanità perfettamente contrapposto ad altre figure, più vili e prive di scrupoli, che compaiono all’interno della trama. Piras ha dimostrato la sua bravura non solo nel tratteggiare dei personaggi molto interessanti, ma anche nelle tematiche che ha scelto di presentare dietro quella dell’omicidio brutale, come il tema del reietto, dell’invisibile e del rifiuto della società su cui, troppo facilmente cadono condanne gratuite.

Un romanzo che mi sento, personalmente, di consigliare a tutti voi che amate il genere thriller/noir, in grado di catturarvi e di sorprendervi non poco.

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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