Al via “Libri al centro”: qualche domanda al direttore editoriale Roberto Ippolito

Dopo il successo della prima edizione, torna “Libri al centro”, iniziativa culturale unica nel suo genere che vede lo svolgersi di un festival letterario di un’intera settimana in un centro commerciale. Per Cinecittàdue, struttura commerciale alle porte di Roma e gli organizzatori dell’evento, quella dello scorso anno pareva essere una scommessa ambiziosa e un po’ folle, ma i risultati registrati per affluenza di pubblico e interesse suscitato hanno decretato la vittoria e spronato a replicare con una nuova edizione ricca di ospiti di prestigio.  Poco prima della conferenza stampa che mercoledì 1 aprile ci racconterà dell’evento e dell’inizio ufficiale del festival il 13 aprile, abbiamo fatto qualche domanda a Roberto Ippolito, scrittore, giornalista, ideatore e direttore editoriale di “Libri al centro”.

Roberto Ippolito RIDIndubbiamente “Libri al centro”, unico festival di una settimana intera in un centro commerciale, è un evento culturale peculiare. Alla sua seconda edizione è già oggetto di studio per il Master Editoria Giornalismo e Management Culturale dell’università La Sapienza e rappresenta certamente una sfida ambiziosa. Come è nata l’idea?

Davanti ad un’insalata, guardandoci un po’ tristemente negli occhi con Marcello Ciccaglioni, presidente delle librerie Arion e dell’Associazione Commercianti di Cinecittàdue, ci si interrogava su che cosa si può fare in un paese che legge così poco e con dati di lettura e di vendita in calo. Ci siamo ritrovati d’accordo sull’idea fondamentale che i libri sono vita e devono esprimere la vita e abbiamo cominciato a pensare a un evento che, al di là di ogni retorica e banalità, trasmettesse questo immenso piacere legato ai libri. Il centro commerciale è una realtà insolita, un “nonluogo” dove la gente va di passaggio e con uno scopo ben preciso. Ci sono molte persone, ma non c’è aggregazione; abbiamo pensato quindi di crearla, di portare libri e autori dove la gente c’è e di accogliere gente nuova, togliendo anche quell’aria di pregiudizio che ci può essere nei confronti di un centro commerciale.

Parliamo dei protagonisti dell’evento. Come hanno accolto la proposta gli scrittori e gli ospiti di “Libri al centro”?

Molto bene, con compiacimento e riconoscendo il valore di un’iniziativa culturale diversa.

 E i commercianti che ospitano e finanziano l’evento?

Cinecittàdue possiede una sua galleria d’arte, la struttura si è distinta per la sua sensibilità nel promuovere iniziative culturali e rispetto a “Libri al centro” ha dimostrato grande generosità, condizionando per un’intera settimana le normali attività commerciali. Prima degli incontri gli altoparlanti cominciamo a tacere, non ci sono spot pubblicitari perché c’è solo da ascoltare gli autori e “Libri al centro” ha uno spazio di alta visibilità, centrale nella struttura. L’associazione commercianti di Cinecittàdue ha approvato l’evento e i negozi hanno finanziato il festival, scegliendo di investire nella cultura e nel progetto da me presentato. Per i commercianti, giustamente abituati ad un ritorno immediato di un’iniziativa e con una competenza organizzativa ben differente, questa è una grande scommessa.

 Il pubblico di “Libri al centro” è il pubblico che normalmente segue e partecipa agli eventi culturali?

Il pubblico di “Libri al centro” è eterogeneo, si compone di clienti abituali di Cinecittàdue, centro commerciale con galleria d’arte e una particolare attenzione culturale, che conoscono l’evento, sono interessati e partecipano; di clienti occasionali che scoprono l’esistenza di un festival letterario e possono esserne attratti; di abitanti delle zone limitrofe al centro commerciale, densamente popolate e normalmente prive di eventi culturali rispetto ai quali abitualmente si privilegia il centro storico di Roma; di persone di Roma e non di Roma attratte da un evento culturale prestigioso e completo.

“Libri al centro” ha dunque anche una funzione sociale?

 La funzione sociale ci è stata riconosciuta dall’amministrazione comunale perché offriamo, in un momento di difficoltà di bilancio del comune di Roma, un servizio culturale interamente privato. Pur essendo un evento di iniziativa privata, siamo molto attenti al rapporto con le istituzioni: Comune di Roma del quale abbiamo il patrocinio, Biblioteche di Roma, Università La Sapienza.

Parliamo dell’edizione di quest’anno, come ha ideato e definito il programma? Esiste un filo conduttore degli incontri?

La scelta degli ospiti dell’evento è legata a tutti coloro che hanno storie e idee da comunicare, nomi che si sono fatti notare, che si possono far notare e che hanno comunque qualcosa da dire. Il dato delle vendite è da considerare, ma la qualità letteraria è fondamentale. Vengono scelti libri che possono darci stimoli, diventare occasione di arricchimento e argomento di discussione.

Qualche anticipazione rispetto a questa edizione che sta per partire?

Il programma di “Libri al centro” è ricco e variegato: avremo una presentazione in prima nazionale, scrittori con libri in uscita proprio in questi giorni, nomi della narrativa e della saggistica emersi di prepotenza, un incontro in esclusiva, personaggi con una storia molto affascinante, un momento molto alto di fotografia. Nella conferenza stampa di mercoledì 1 aprile vi racconteremo tutto.

Non ci resta dunque che aspettare, Gli Amanti dei Libri seguirà i momenti più significativi del festival al quale auguriamo per questa nuova edizione tanto e ancor più successo della passata.

Il programma dell’evento è consultabile sul sito www.librialcentro.com

0

Ti potrebbero interessare...

Login