Absence. L’altro volto del cielo – Chiara Panzuti

Titolo: Absence. L'altro volto del cielo
Autore: chiara panzuti
Data di pubbl.: 2018
Casa Editrice: Fazi editore
Genere: Fantasy, Urban fantasy
Pagine: 222
Prezzo: 15.00

Sentirsi invisibili è una condizione che non auguro a nessuno. Esistere ma non essere visto, urlare ma non poter essere sentito. Sparire sotto gli occhi di tutti senza che nessun ricordo di te sia rimasto nella mente di qualcuno. Come molti giovani Jared, Scott, Faith e Christabel provano questa sensazione ma ciò che li differisce da ogni altro ragazzo è che loro sono letteralmente diventati invisibili. Sono spariti senza lasciare traccia, nemmeno il loro corpo è più visibile ai loro occhi. E come loro, molti altri ragazzi. L’avventura del quartetto li aveva lasciati stremati ed affaticati nel territorio di Kuala Lampur, in Malesia mentre rincorrono i misteriosi indizi che affida loro il misterioso uomo in nero nella speranza di arrivare ad un ultimo traguardo che, secondo la promessa, dovrebbe portarli lentamente nel luogo dove è celato l’antidoto per la loro condizione. Ma non sono gli unici a gareggiare per il ritorno della memoria e della visibilità. Ad inseguirli c’è lo spietatissimo gruppo degli Alpha, addestrati e letali avversari che sembrano conoscere in anticipo le mosse e le decisioni di tutti i gruppi di ragazzi che formano questa enorme caccia al tesoro.

Le cose si complicano quando Faith, che sta manifestando gli effetti collaterali del siero dell’invisibilità, viene catturata dagli spietati Alpha. Durante la sua prigionia, Faith dovrà decidere da che parte stare, se tornare con i suoi amici oppure se soccombere a un destino diverso, più grande e terribile.

Dunque, eravamo questo?

Persone immobili , che annaspano per rialzarsi? Pesci fuor d’acqua, che si dibattono per tornare a nuotare?

«Vado», sussurrai . D’istinto, abbracciai Jared. Nascosi il vi so nel l ’incavo della sua spalla, mentre le ginocchia grattavano a contatto col pavimento. Ero fradicia, avevo freddo e l’etere peggiorava la vista. «E torno», ripetei .

Lui tamburellò le dita tra le mie scapole: il suo modo per dirmi che non sapeva che fare, ma che di certo qualcosa voleva rispondere. «Il Nord», mi bisbigliò all’orecchio. Era una parola decontestualizzata, ma la riconducevo a molte cose. «Il Nord». Aumentai la stretta. Poi lo lasciai . (Faith e Jared, pag.73)

Già un anno fa, quando stavo leggendo il primo volume della storia scritta da Chiara Panzuti, non potevo fare a meno di pensare che la giovane scrittrice stesse raccontando una splendida metafora dell’adolescenza di oggi. Lavorando a stretto contatto con bambini “invisibili” e “non visti”, cancellati dalla memoria di chi è loro più caro, ho vissuto con molta intensità le continue peregrinazioni del gruppo di Fatih non senza una certa dose di apprensione. Ad un anno di distanza dall’uscita del libro, Chiara Panzuti torna a raccontar(mi)ci come si sono evolute le vicende dei quattro. I protagonisti sono in qualche modo maturati, sono diventati più grandi e hanno acquisito una nuova prospettiva riguardo a loro stessi e alla loro vita che ho trovato poetica.

Ho trovato molto affascinante che in questo capitolo della saga siano state introdotte molti più intrecci e realtà, arricchendo non solo la vicenda ma anche dando la possibilità al lettore di vedere le cose da un nuovo punto di vista. Ma da qualsiasi parte guardiamo la vicenda solo la narratrice (la vera illusionista della storia e non me ne voglia l’autrice per il paragone, chi scrive lo fa con le migliori intenzioni e nei modi più affettuosi possibili) sa la Verità ultima. Impossibile fare speculazioni su come si evolverà la storia, Chiara Panzuti è una scrittrice coi fiocchi che non ha ancora giocato tutte le sue carte. E quando lo farà, probabilmente nel prossimo lavoro, ci stupirà con degli effetti speciali davvero incredibili.

Sento di consigliare questo libro a molte persone diverse. Non solo agli appassionati del genere urban fantasy ma anche agli adolescenti in generale ma anche ad insegnanti ed educatori. Forse, dopo aver letto questo libro, in molti riusciranno a trovare “l’antidoto”, le lenti che ci permetteranno di guardare gli altri, gli invisibili, con occhi nuovi. Con occhi diversi.

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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