A tu per tu con… Sabrina Rondinelli

Abbiamo incontrato Sabina Rondinelli, insegnante ed autrice del romanzo Il contrario dell’amore edito da Indiana Editore


Come nasce l’idea del libro? Quant’è durata la stesura? Ci sono state pause?

Sono stata coinvolta direttamente in atti di stalking da parte di un uomo e ho deciso di raccontare quello che ho vissuto, poiché credo nella potenza della narrazione come mezzo per arrivare direttamente alle persone. Ho impiegato due anni e mezzo a scrivere il romanzo, tempo in cui ho preso appunti sia sulle mie sensazioni, sia su fatti reali.

Sei stata aiutata da esperti del settore?

Certamente ho avuto bisogno di consulenze per supportarmi nella ricerca di informazioni e soprattutto per rimanere fortemente legata alla realtà e in qualche modo coinvolgere maggiormente il lettore. Nel dettaglio tre esperti mi hanno sostenuto nella stesura a cui va un ringraziamento particolare: la psicologa della Casa delle donne di Torino, il capo dei Carabinieri del mio paese e un avvocato di Milano specializzato in pratiche di atti di stalking.

Da donna ti sei emozionata durante la scrittura?

Ho pianto molto mentre rileggevo ciò che avevo scritto. In aggiunta in questo caso mi sono completamente immedesimata nella protagonista anche se i nostri caratteri sono completamente diversi.

Il tema dello stalking e della persecuzione delle donne è un tema di grande attualità, ma il lieto fine è quasi sempre legato ai romanzi. Sei d’accordo?

In realtà è esattamente il contrario: nella cronaca quotidiana leggiamo ed ascoltiamo solo casi in cui l’atto di stalking si è trasformato in violenza e a volte in omicidio. Nella stragrande maggioranza dei casi, ve lo posso assicurare, lo stalker si fermil contrario dell'amorea al primo ammonimento di un avvocato, di un prefetto o di un giudice, ma questi casi non fanno audience e non vengono pubblicizzati dai media.

Nell’immaginario comune, i termini donna e ingenuità sembrano andare di pari passo. Ti ritrovi in questa affermazione?

Ovviamente ci sono donne e donne: alcune hanno già nel loro DNA gli strumenti per riconoscere il problema e sapersi difendere; altre invece non li hanno, si fidano della persona che purtroppo le perseguita e finiscono per non rendersi conto di quello che sta accadendo. Il denominatore comune tra queste donne però è la consapevolezza che cresce di giorno in giorno e aumenta la fiducia e la possibilità di salvarsi. Nel romanzo c’è la figlia di Eva come “supereroe” della situazione e non a caso gioca e ama i supereroi, al posto delle bambole e del principe azzurro.

C’è un altro romanzo in cantiere?

Al momento ho solo idee e un gran desiderio di scrivere, ma la scrittura di un romanzo è solo metà dell’opera. Poi va presentato ai lettori e mi piacerebbe sfruttare l’opportunità del Salone del Libro di Torino per farmi conoscere maggiormente, anche dagli uomini. Spero infatti che “il contrario dell’amore” sia un romanzo per lettrici, ma anche per lettori, che possono così avvicinarsi e conoscere la prospettiva femminile in atti di stalking.

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“Non abbiate paura di denunciare e non fatevi schiacciare dal senso di colpa che la denuncia comporta”

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