A tu per tu con… Pasquale De Luca

pasquale de lucaUn giallo tragicomico scritto con passione e perspicacia. Parliamo di Probatio diabolica di Pasquale De Luca, edito da Milena edizioni. Un libro, recensito qualche mese fa su queste pagine, che ci ha fatto scoprire un autore di spessore e di grande inventiva.

Ciao Pasquale presentati al pubblico de Gli amanti dei libri.

Sono un avvocato penalista, con la passione della scrittura (mi piace chiamarlo “il mal di scrivere”). La mia prima pubblicazione narrativa fu un racconto breve di fantascienza intitolato “Come morì la SF: annessi e connessi”, che comparve su GALASSIA nel 1976. Ho scritto radiofavole e radiodrammi per la RAI. Ho collaborato nei primi anni ’90 con il gruppo di comici di Carlo Conti, scrivendo testi con Giorgio Panariello, Andrea Cambi, Walter Santillo, Cristiano Militello. Nel 2011 ho pubblicato con Giuffrè Editore il saggio “Da Pitagora al mostro di Firenze. La ricerca della verità in filosofia e nel processo penale”, un libro che mi è costato più di tre anni di lavoro. Ho quindi deciso di prendermi un periodo di relax e tornare alla narrativa, ritrovando la gioia di scrivere per divertimento, raccogliere la sfida della pagina bianca, farmi Dio di mondi da me creati alla tastiera. Ho scelto il genere giallo, anche se Probatio diabolica è qualcosa di diverso da un semplice giallo.

Come nasce Probatio diabolica?

Vi sono processi penali nei quali sai che il tuo assistito è innocente eppure ci sono elementi indiziari che lo fanno apparire colpevole. In quei casi non puoi limitarti a puntare all’insufficienza di prove (una formula assolutoria scomparsa formalmente dal codice ma rimasta nella sostanza) ma, se vuoi avere qualche chance di salvare il tuo assistito, devi portare al giudice la prova positiva della sua innocenza, che può consistere o nell’alibi o nella scoperta del vero colpevole. Spesso si tratta di una probatio diabolica, vale a dire di una prova diabolicamente difficile. Mi pareva che questa situazione potesse essere un filo conduttore interessante per un giallo giudiziario. Così, attorno a questo concetto, ho cominciato a scrivere la vicenda di Velia Tarquini e del suo disdicevole marito Sirio Calidari, la storia con la quale in Probatio diabolica si trova a fare i conti l’avvocato Lucio Cotta.

L’antica Roma e la contemporaneità perché hai voluto accomunare queste due epoche?

Ho inteso fare un esperimento narrativo, per dare la dimostrazione del fatto che nel succedersi delle epoche mutano i fattori accessori (i costumi, le lingue, gli utensili, le armi, gli edifici, i cibi), ma quelli fondamentali (coraggio/pavidità, fedeltà/tradimento, amore/odio, verità/falsità, vittoria/sconfitta, comprendere/fraintendere, generosità/egoismo, giustizia/ingiustizia, premio/castigo) rimangono inalterati, e dunque una stessa vicenda (mutatis mutandis, cioè contestualizzati i fattori accessori) può benissimo svolgersi oggi, cent’anni fa o duemila anni fa (come in Probatio diabolica). Ci tengo ad evidenziare che le parti che nel romanzo si svolgono ai tempi di Cicerone contengono descrizioni – di personaggi, vestiti, cibi, ambienti domestici e urbani, pitture e mosaici, milites, gladiatori, carcere Mamertino – frutto di accurate ricerche, e dunque ricostruzioni lievi, gradevoli e allo stesso tempo veritiere.

Esistono presunte verità?

Certo. Quella contenuta nella sentenza, ad esempio, è il caso più lampante di verità presunta. Tant’è vero che viene definita verità processuale, e così, aggettivandola, la si declassa a verità relativa (al contesto processuale). La sentenza ti dichiara colpevole (o innocente), dunque tu sei (dichiarato) colpevole. E a volte, nella realtà, non lo sei affatto. Fallibilità del processo, fonte di angoscia per avvocati e imputati. La situazione è la stessa che all’allenatore di foot-ball Boskov faceva dire «rigore è quando arbitro fischia»; nel processo penale si può a ragion veduta affermare che: «innocente sei quando giudice ti assolve, colpevole sei quando giudice ti condanna». La reale verità è ospite occasionale delle aule penali. Poi ci sono le presunte verità affermate da maghi, fattucchiere, veggenti, indovini che ammaliano la gente debole e la inducono in (costosi) errati convincimenti. Imbroglioni e creduloni, due facce d’una stessa medaglia che in Probatio diabolica è presente in alcuni dei personaggi principali (Velia Tarquini e suo marito Sirio Calidari sono “maghi”) e dei loro “clienti”.

Cambiano i tempi ma non le abitudini e i comportamenti dell’uomo. Hai voluto mettere in luce anche questi aspetti nel tuo libro?probatio diabolica

Esatto. Come ti dicevo prima, cambiano i fattori di contorno, non quelli di sostanza. E questa permanenza dell’essenziale umano mi ha sempre affascinato. Se guardo un volto fotografato cent’anni fa, un ritratto rinascimentale, un volto in un affresco o mosaico dell’antica Roma, io percepisco che quel soggetto ed io siamo separati da segmenti di tempo ma nell’essenzialità umana siamo compresenti. L’uomo di oggi soffre, gioisce, trema di paura, tradisce, fugge, aiuta, mente, comprende o non comprende, apprezza o disprezza, accoglie o respinge, crea o distrugge, spiega o confonde, salva o uccide esattamente come l’uomo di decine, centiniaia o migliaia di anni fa.

Ti senti più Georges Simenon o Agatha Christie?

Simenon, senza il minimo dubbio, e con il massimo rispetto. Lui è un mito per me. La sua scrittura asciutta, le rapide ed efficacissime pennellate descrittive di ambienti, caratteri, atmosfere, sono pura magia. Il suo commissario Maigret e il mio avvocato Lucio Cotta hanno due caratteristiche in comune: i modi diretti e un po’ burberi, e uno sviscerato amore per la verità (che sanno trovarsi spesso nascosta sotto insidiose apparenze).

A chi consiglieresti il tuo romanzo?

A chiunque ha voglia di leggere una storia originale e che sfida il lettore a scoprire il colpevole prima delle ultime righe.

Cosa non ami del panorama letterario odierno?

I libri di Bruno Vespa, quelli scritti da politici o ex-politici, i memoriali di ex mogli (o mariti) per sputtanare gli ex mariti (o le ex mogli). I premi letterari, perché troppo spesso ho l’impressione che i criteri di scelta siano inquinati da fattori economici. Gli scrittori (e le scrittrici) che se la tirano.

La piccola editoria ti ha dato coraggio?

A parte casi sporadici, quali Milena Edizioni (che ha creduto ed investito nel mio romanzo Probatio diabolica) la maggior parte dei piccoli editori sono finti editori, essendo in realtà stampatori a pagamento. I piccoli (veri) editori sono imprenditori coraggiosi e meritano il rispetto, l’apprezzamento, l’incoraggiamento e il sostegno del pubblico dei lettori.

Progetti per il futuro?

Un nuovo giallo con l’avvocato Lucio Cotta, alle prese con uno dei casi più intricati gli siano mai capitati. Sono già a buon punto ed entro l’anno il romanzo dovrebbe essere terminato. Però. C’è un però. Lucio Cotta è un tipo cocciuto, sicuro di sé, mette sempre in discussione quello che gli voglio far dire e fare. S’è montato la testa per la brillante soluzione del caso in Probatio diabolica e ora crede di sapere meglio di me quello che lui dovrebbe fare per risolvere il nuovo caso. Ho cercato di spiegargli che io sono l’autore e lui è un mio personaggio, dunque sono io a decidere le sue mosse e non viceversa. S’è messo a ridere. Non ci crede. Devo assolutamente trovare il sistema di farlo ragionare.

Un saluto per i nostri lettori.
Leggete Probatio diabolica e, se ne siete capaci, scoprite il vero assassino prima che ci riesca l’avvocato Lucio Cotta.

0

Acquista subito

Martino Ciano

Classe 1982, vive a Tortora, comune della provincia di Cosenza. Promesso ragioniere, lascia la partita doppia per la letteratura, la poesia, la musica e il giornalismo. Si laurea in Scienze Storiche all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente è corrispondente per l’emettente televisiva Rete 3 Digiesse. Nel 2011, l’incontro con Gli amanti dei libri, per cui cura la rubrica Amabili letture. Collabora anche con le riviste letterarie Euterpe, Satisfiction e Zona di Disagio di Nicola Vacca. Ama scrivere racconti, alcuni dei quali sono stati pubblicati su siti e riviste on-line. Tra questi, La logica del difetto è nel catalogo dalla Bla - Bookmark Literary Agency di Paolo Melissi. La sua pagina personale facebook è Dispersioni 82. AMABILI LETTURE: I libri che mi piacciono, i classici che mi hanno formato, il profumo delle parole che mi hanno riempito l’anima. Sono un lettore anarchico, che si sposta da un genere all’altro con il solo obiettivo di saziare le mie curiosità. Voglio condividere con voi le mie impressioni sulle opere che mi hanno reso un divoratore di parole. In questo spazio verrà data voce agli esordienti, agli autori dimenticati, ai poeti, ai sognatori, agli irregolari. La letteratura è arte e scrivere d’arte è il mestiere più bello del mondo.

Ti potrebbero interessare...

Login

Lost your password?