A tu per tu con…Paolo Fiorelli

La “Locanda dei Mercanti” di Crevacuore (Biella) è la nuova sede di un’associazione, Il Bosone di X, nata a Guardabosone (VC) che, come tante altre nella provincia italiana, sta provando a ridare vita ai nostri borghi, ricchi di bellezze artistiche ma abbandonati dopo la crisi dell’industria e la successiva crisi economica e finanziaria. In questo piccolo centro all’imbocco della Valsesia, vengono organizzati periodicamente incontri con scienziati e scrittori e in una di queste occasioni è stato ospite Paolo Fiorelli, giornalista di Tv Sorrisi e canzoni, esperto di cinema, che ha pubblicato nel 2015 per Sperling “Pessima mossa Maestro Petrosi “

Copertina2DIl mondo degli scacchi, di cui lo stesso autore è esperto, è lo scenario in cui si muove l’assassino. Una scoperta, per chi non conosce questa realtà affascinante, dei riti, delle epoche di gioco (che corrispondono alle correnti culturali), delle mosse e del cambiamento inevitabile dato dall’avvento di un giocatore imbattibile, il computer. I russi affermano che il gioco degli scacchi è un’arte vera e propria e sentendo parlare Fiorelli se ne ha la percezione. Ma gli scacchi sono anche una perfetta metafora del libro giallo e della sfida tra scrittore e lettore che sta alla base di questo genere letterario, l’unico che ha delle regole ben codificate.  Fiorelli ha deciso di sfruttare la parte più giocosa di questo genere, usando la trama come filo conduttore e mettendo in scena un investigatore per caso, Achille Petrosi, Gran Maestro nel gioco degli scacchi. Sarà lui a indagare sulla morte del proprio avversario, ucciso prima che potesse sfidarlo nella gara finale di un importante torneo e ad aiutarlo saranno i soci del suo circolo. Vincitore sulla scacchiera, un po’ in affanno nella vita: dopo uno sfortunato matrimonio è tornato a vivere con la madre, che non manca di pressarlo.

Un personaggio tutto da scoprire quindi, che a sua volta vive in una località di provincia.

“Ho deciso di ambientare la mia storia nel centro Italia, perché a mio avviso è il vero cuore del nostro paese. Mi sono ispirato a Urbino, mia città natale, ma volevo che ci fosse un fiume, quindi ho inventato Urbavia”.

Com’è nata l’idea di scrivere questo romanzo?

Sono sempre stato appassionato di gialli e volevo creare un personaggio che fosse un detective non professionista perché preferisco avere la libertà di inventarmi situazioni non convenzionali. Il giocatore di scacchi, d’altra parte, è abituato a usare la logica e trovare ordine in cose apparentemente incomprensibili quindi ha affinità con la figura del detective. Poi sono particolarmente affascinato dai romanzi ambientati in microcosmi che diventano allegorici, ad esempio il sanatorio de La montagna incantata e la fortezza de Il deserto dei Tartari. Ciò in parte accade anche con i circoli degli scacchi: sono mondi chiusi, composti da appassionati che lo vivono quasi come congiurati e in cui si ritrovano amplificati vizi e virtù comuni. In ogni caso, anche se gli investigatori improvvisati si rivelano un po’ goffi all’inizio, vedremo che il teorema funziona. Nel romanzo poi non c’è solo la trama gialla, ma anche la vita privata di Achille Petrosi con i tornei, la relazione con la madre e l’attrazione per l’affascinante Alexandra, il tutto affrontato con distacco e ironia da un personaggio a cui piace filosofeggiare anche con i suoi compagni d’avventura. Nel seguito vorrei accentuare questo aspetto”.

A proposito di futuro: nello scrivere un secondo romanzo non ha paura di incorrere nella poca verosimiglianza?

“Certo, è inevitabile, ma credo che molti lettori si divertano con le storie di un investigatore per caso, che si rivela molto perspicace e dotato di logica. Lo dimostra ad esempio il successo della “Signora in giallo”. Sto lavorando al nuovo romanzo, ma spero di essere un po’ più rapido rispetto al precedente per cui ho impiegato sei anni. Lavoro a un libro finché mi rendo conto che non posso più migliorarlo, che ogni aggiunta lo peggiorerebbe, come insegnava Umberto Eco. Per me la scrittura comunque è un’attività libera, diversa dal mio lavoro quotidiano e mi piace non sentirmi troppo vincolato dai tempi. “

Quali sono gli autori che l’hanno ispirata? Qualcuno ce lo ha già citato…

“Ovviamente sono molti, ma insisterei soprattutto su Dino Buzzati, un autentico indagatore del mistero: la letteratura parla sempre al profondo dei sentimenti dell’uomo e lui lo ha fatto magistralmente. Non bisogna comunque dimenticare la dimensione ludica sia della scrittura che della vita. Per citare le parole del mio personaggio: “Vivere come un bambino è una delle cose più sagge che si possa fare!”

 

 

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Milanese di nascita, vive da sempre nel Varesotto. Insegnante di lettura e scrittura non smette mai di studiare i classici, ma ama farsi sorprendere da libri e autori sempre nuovi. Sommelier, abbina quando può un buon romanzo al bicchiere appropriato.

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