A tu per tu con… Mattia Michele DeRinaldis

Giunti Shift il concorso letterario che ogni anno sforna organizzato dall’omonima casa editrice che ogni anno da l’opportunità ai giovani aspiranti lettori tra i 18 e i 30 anni di farsi conoscere. Partecipare  è molto semplice basta avere un sogno, e un romanzo, nel cassetto e spedire il tutto alla redazione collegandosi al sito internet. Ora bisogna solo incrociare le dita e sperare di essere scelti. Cosa si vince? L’opportunità di scrivere un romanzo collettivo che verrà pubblicato in formato ebook dalla stessa Giunti editore.

Lo sa bene Mattia Michele DeRinaldis, un giovane ragazzo di Varese che armato di talento e determinazione è riuscito a scrivere non solo l’ultimo capitolo del romanzo, ma anche la sua conclusione. Noi lo abbiamo incontrato  ecco cosa ci ha raccontato.

Da dove nasce questo tuo amore per la scrittura? C’è sempre stato?

Da che ho memoria scrivo, non ricordo un momento preciso di come sia nato l’amore per la scrittura, ma di sicuro mia madre ha avuto un ruolo fondamentale nel trasmettermi questa passione. Fin da piccolo scrivevo poesie, filastrocche, iniziavo piccole storie che puntualmente lasciavo incompiute. Facevo lavorare la mia fantasia, e ad oggi non sono cambiato. La scrittura mi ha sempre accompagnato, è stata in ogni momento parte integrante di me, spesso inconsapevolmente. 

Prima del Giunti Shift hai mai partecipato ad altri concorsi letterari?

Sì, ormai è diventata un’abitudine. Ho iniziato con il Premio Chiara Giovani quando avevo 15 anni e da allora non mi sono più fermato: concorsi: bandi editoriali, concorsi letterari e di poesia. Provo sempre di tutto, ma senza troppe pretese, dai concorsi si ricevono tante delusioni, ma anche grandi soddisfazioni.

Il Giunti Shift é un concorso con un’impostazione originale e con un prodotto collettivo, cosa ne pensi? Cosa ha significato per te vincere?

L’idea del romanzo collettivo è stupenda, mi ha affascinato fin da quando ho letto il bando on-line. Non avevo mai partecipato a qualcosa di simile, in cui ogni capitolo corrisponde ad un piccolo concorso, e la trovo un’idea davvero originale. Quante volte abbiamo desiderato di poter continuare la storia di un libro che ci ha catturato? A differenza di altri premi letterari, qui hai l’opportunità unica di far evolvere la storia a tuo piacimento, è magnifico! Non lo nego, ci tenevo a vincere e quando ho saputo di essere stato scelto ho iniziato a saltare per casa come un pazzo (come sempre). Aver dato il mio tocco personale a questa storia e sapere di essere pubblicato dalla Giunti, è davvero gratificante.

Il tuo capitolo è il settimo, l’ultimo prima della conclusione, un compito non da poco. Credi che per questo sia stato più difficile scriverlo?

Non è stato facile certo, ma gli altri capitoli mi sono stati d’ispirazione. Ho cercato di legarmi al meglio al lavoro degli altri autori, continuando il loro filo narrativo, ma volevo inserire un colpo di scena prima del finale e devo dire che è stato qui che ho avuto le difficoltà maggiori. Volevo creare un po’ di tensione prima dell’ultimo capitolo, senza sconvolgere troppo la storia cercando di far rimanere il lettore incollato alle pagine, e spero di esserci riuscito.

Perché gli amanti dei libri dovrebbero leggere il vostro romanzo?

Perché è una storia semplice ma coinvolgente, con molte emozioni da donare e tanto da insegnare tra le righe. Tutti i capitoli sono il duro lavoro di autori ed autrici che posseggono un amore sincero per la scrittura, infondendolo in ogni singola lettera. E poi oltre a ciò, è divertente notare le differenze di stili, di punti di vista, di idee che ognuno di noi ha inserito nella storia, senza però farle perdere coerenza.

 Cosa significa in tempi così difficili per l’editoria essere uno scrittore esordiente?

L’arte in generale è un mondo complicato in cui la bravura e la fortuna spesso non bastano. Per ora mi sono avvicinato nel mondo editoriale solo tramite i concorsi letterari, non ho mai provato ad avventurarmici da solo, anche se sogno di pubblicare un libro tutto mio un giorno e sarà dunque inevitabile. So quanto è dura e non mi faccio illusioni, ma continuo a credere nei miei sogni senza scoraggiarmi troppo. 

Progetti per il futuro? Sentiremo ancora parlare di te?

Lo spero! Dovrei laurearmi a breve ed avere più tempo per finire un thriller al quale sto lavorando da un anno e che sogno di pubblicare. Dopo l’università mi piacerebbe dedicarmi anche alla recitazione, che è l’altra mia grande passione, a braccetto con la scrittura. Magari chissà, l’anno prossimo potrei ricevere l’oscar, quello di plastica delle cartolerie.

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