A tu per tu con… Mattia Bertoldi

Mattia Bertoldi è l’autore di Ti sogno, California, romanzo edito da BookSalad (2012), che abbiamo già recensito su questa testata. Gli abbiamo fatto qualche domanda sul suo libro, ma anche sul prossimo.

Il tema del viaggio è ricorrente nella letteratura, come mai hai scelto di affrontare un argomento così ampiamente battuto?

Il viaggio è alla portata di tutti e ti permette di sfidare l’ignoto, ponendoti in uno stato di scoperta e avventura che altrimenti non vivresti. Sono sensazioni che ho provato in occasione dei miei viaggi in giro per l’Europa a cavallo della mia moto: più le vivevo e più capivo che la voglia di andare avanti influenzava il mio stato interiore. In Ti sogno, California il viaggio ha questa valenza: porre i tre protagonisti di fronte alla riscoperta di loro stessi.

Ci sono degli autori ai quali ti ispiri?

Ho trascorso i primi vent’anni della mia vita a leggere, poi ho iniziato a scrivere. Oltre ai classici, cerco di leggere autori vicini alla nostra epoca e al mio sentire per dare nuova linfa alla mia scrittura. Tra quelli del mainstream italiano apprezzo Ammaniti, Morozzi, Bianchini, Licalzi e Perrone; tra gli esteri Hornby, Mike Gayle e Palahniuk.

Il viaggio intrapreso da un gruppo di amici alla ricerca di qualcosa è frequente in alcuni romanzi della Beat Generation, ci sono attinenze con la tua opera?

Sono velati richiami. Il momento storico della Beat Generation è lontano dalla realtà dei miei protagonisti, ma non potevo esimermi dal citare (anche indirettamente) il capolavoro di quel periodo, On the road. Per questo nell’ultimo capitolo dedico i primi paragrafi alla Route 66, la Strada Madre. Ho attinto da Kerouac alcune atmosfere di fondo, come la frase Una macchina veloce, l’orizzonte lontano e una donna da amare alla fine della strada (vero e proprio motto per il mio romanzo) o l’importanza di andare e di partire anche se non si conosce la destinazione. Questo è il fulcro del viaggio di Tommy, Leonardo e Pietro.

Come mai la California? Il mito degli Usa fa ancora parte dell’immaginario collettivo della nostra generazione?

Ho avuto modo di conoscerla durante un viaggio “on the road”. Per me è stato come confrontarmi con tutti gli
stereotipi, i modelli e i miti che serbavo sin dall’adolescenza riguardo al Golden State – molto rappresentativo dell’American way of life. Il mito degli Usa è nell’immaginario collettivo della Svizzera italiana (dove è nato Mattia, ndr) e dell’Italia: musica, cinema, fumetti. Non sfuggi, respiri aria statunitense appena accendi la tv o esci di casa. Il dubbio che ho sempre avuto è: apprezziamo la California, l’atmosfera da college e tutto il resto perché sono cose meravigliose, oppure è frutto del “lavaggio del cervello” subito in giovane età?.

Questione interessante, risposta complessa. Ma come mai, allora, gli Usa hanno questo fascino?

Non penso sia legato all’attrattività, ma alla produzione culturale e alla capacità di vendersi. Hollywood, la Marvel e la Dc, una buona fetta della letteratura degli ultimi tre secoli, il punk rock, l’arte moderna, le serie tv. Cresciamo con la sensazione di far parte di quei luoghi e quando li raggiungiamo ci sembra di tornare a casa. Queste sensazioni attraversano il personaggio di Tommaso, che nel libro ri-scopre la California.

Quindi c’è qualcosa di autobiografico, come spesso accade nelle opere prime.

Il personaggio che più mi somiglia è il narratore, Tommaso, anche se non sono mai incappato nella sua sfortuna per quanto riguarda lavoro e amori. I punti di contatto sono legati alle ambizioni, al modo di vivere l’amicizia e al punto di vista legato alla California e all’idea di viaggio.

Stai lavorando ad altri romanzi?

 Il plurale mi inquieta – scherza – dalla pubblicazione di Ti sogno, California ho realizzato un reportage narrativo sulle fabbriche di cioccolato in Svizzera con un amico fotografo e da questa primavera sono al lavoro su un secondo romanzo. Parlerà di un ragazzo che, cresciuto in un orfanotrofio, approfitta dell’apertura di un cinema per entrare nelle grazie del proiezionista e imparare il mestiere. La cabina di proiezione e i film entreranno a far parte del suo processo di crescita prendendo il controllo della sua vita, fino all’incontro con una ragazza di nome Celeste. Penso di portare a termine la prima stesura entro l’estate, revisionandolo in autunno. Speriamo di vederlo presto sul vostro portale!.

Grazie Mattia, ora attendiamo il tuo romanzo “cinematografico”.

0

Ti potrebbero interessare...

Login

Lost your password?