A tu per tu con… Mario Desiati

Cosa rende un amore libero e cosa lo rende proibito? Ci sono sentimenti che si sviluppano con forza nonostante le avversità e resistono al tempo. Ce lo racconta lo scrittore pugliese Mario Desiati nel suo romanzo Il libro dell’amore proibito edito da Mondadori. Un romanzo intenso, che conduce il lettore tra le trame di un amore talvolta febbricitante che deve fare i conti con le costruzioni sociali e l’incomprensione. L’autore scandaglia inoltre varie forme di amicizia e tratteggia personaggi con pennellate decise. Il protagonista è Veleno, un adolescente innamorato della propria professoressa, che si aggrappa a un insegnamento di nonna Comasia: “L’amore per crescere ha bisogno di muri, proprio come l’edera”.

Come è nata l’idea di scrivere questo romanzo che parla dell’amore proibito tra uno studente e la sua professoressa?

Da un ciuffo di edera che cresceva su un muretto a secco, più il muro è alto e più l’edera cresce. Da quella metafora prende il via una storia fatta di muri, che non sono recinti, ma sostegni. In Puglia ci sono molti muri a secco, opera geniale pensata e architettata dai contadini che mentre aravano la terra pescavano tante pietre e con quelle, senza ausilio di cemento hanno costruito dei muretti che facevano filtrare l’acqua della pioggia irrigando i fondi e tenendo le strade pulite, ci sono muri e muri, muri che danno vita.

Quale importanza ha l’amicizia nel libro? La vediamo tra il protagonista Veleno e il suo compagno di classe Nappi, poi ancora tra Veleno e il giovane disabile Walter (“la mia iniziale che si doppia nella sua”)… 

In alcune amicizie può esserci anche un elemento erotico, un elemento sentimentale simile all’amore, un elemento familiare, ho scelto tutte le sfaccettature raccontandole come fossero la storia d’amore del romanzo.

Quasi tutti i personaggi della storia hanno nomi evocativi (il protagonista Veleno, la nonna Comasia, l’insegnante Donatella, la bella Azzurra… ), ciò come aiuta a caratterizzarli e magari a definire i rapporti tra di loro?

Credo che i nostri nomi a un certo punto inizino a somigliare a noi. E lo stesso accade nei romanzi, un personaggio andando avanti assomiglierà alla storia del suo nome. Tra i due principali personaggi molto spesso il più fragile può sembrare Veleno anche se poi, in verità, è Donatella quella più fragile, che non transige alle sue passioni e ci finisce totalmente dentro, caduta in burrone…

“L’amore per crescere ha bisogno di muri, proprio come l’edera”, è la frase che nonna Comasia regala a Veleno come insegnamento, lei che – nonostante l’età ma in virtù della sua esperienza – pare essere l’unica ad aver compreso i sentimenti del nipote. Come definiresti tu l’amore?

Tutto ciò che si definisce non è amore.

Nel romanzo si incontrano alcuni riferimenti a poesie e autori, da Kafka a Jiri Orten. Quali letture consiglieresti ai tuoi lettori?

Consiglio sempre tanti libri alle mie presentazioni perché è più forte di me, non riesco a parlare soltanto di quello che succede nel mio libro. Consiglio sempre un poeta, un grande poeta come Vittorio Bodini, la sua poesia è un’esperienza sorprendente.

Nel tuo prossimo libro parlerai ancora di amori proibiti?

Ne ho almeno altri 7 da raccontare.

Quale augurio vuoi regalare a tutti gli Amanti dei Libri?  

Una poesia di Ezra Pound, “Canzone”:
Ama il tuo sogno
ogni inferiore amore disprezzando,
il vento ama
ed accorgiti qui
che sogni solo possono veramente essere,
perciò in sogno a raggiungerti m’avvio.

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