A tu per tu con… Laura Florand

Laura Florand ha vissuto in Francia, in Spagna e nella Polinesia francese; attualmente insegna francese alla Duke University in North Caroline e, stando ai giudizi dei suoi alunni, è un’ insegnante comprensiva, disponibile e dolce. Dunque la dolcezza è una peculiarità del suo carattere e non solo una prerogativa del suo libro “Ladra di cioccolato”, uscito per Leggereditore.

Cioccolato – amore – sesso – Parigi: ingredienti chiave del suo romanzo. Da quale di questi è partita per scrivere il suo libro? 

Sono partita dal cioccolato e dall’amore. Il connubio porta spontaneamente alla sensualità quando si racconta una qualsiasi storia d’amore romantica. Ciononostante non direi che siano solo questi i temi del romanzo, io amo scrivere storie che parlano di mondi sensuali  e cerco sempre di catturare la sensualità a parole. Ecco perché ho scelto di partire dal cioccolato.

La figura femminile del romanzo, donna manager sicura di carattere, in cosa le somiglia? 

Io non sarei per nulla capace nel lavoro della protagonista Cade. Avere a che fare con tutti i dettagli nell’organizzazione della sua azienda e rapportarsi con tutte le persone che Cade incontra non farebbe per me. In realtà credo che non sarei capace in nessun lavoro di quelli che scelgo per i personaggi dei miei libri. In termini di self-confidence e carattere, inteso come perseveranza nel raggiungere i propri obiettivi, tuttavia credo di essermi molto esposta nella mia vita, prendendomi dei rischi e non accettando mai un no come risposta. Credo che ciascuno debba combattere per quel SI a cui mira… anche se effettivamente in questo Cade è molto più determinata di me.

Poiché nel libro vengono presentate più ricette, Lei cosa ama cucinare? Ha qualche ricetta in particolare, cioccolato a parte, che vorrebbe consigliare ai lettori del suo libro? 

Io amo cucinare e in assoluto le mie ricette preferite hanno il cioccolato come ingrediente. Al Women’s Fiction Festival di Matera, sapendo la mia passione per la cucina, mi hanno regalato della farina speciale, quindi al momento sto cercando di imparare a fare della pasta fatta in casa, sperando risulti commestibile… Per ora i tentativi hanno avuto scarso successo. I lettori mi chiedono spesso informazioni sulla “tarte normande”, il dolce che Cade mangia a un certo punto nel libro, la ricetta per farla è molto semplice, ma non so se mi azzarderei a tradurre tutti gli ingredienti e le dosi.

Alla fine del libro, perché dopo tanto dolce non lasciare un po’ di amaro in bocca al lettore? 

Non mi piace lasciare l’amaro nei lettori. Semplicemente mi rattrista scrivere una storia con un finale negativo. Voglio sempre che i miei personaggi siano felici.

Sta già lavorando a qualche nuovo libro? Giocherà sempre attorno ad un elemento culinario?  

Sì, ho appena terminato Bacio di cioccolato che uscirà il prossimo anno sempre per Leggereditore e ora sta lavorando ad altri due libri della serie che hanno per protagonisti dei chocolatier parigini. In Bacio di cioccolato, la protagonista è proprietaria di una sala da te’ in cui prepara dell’ottima cioccolata calda… e il più famoso pasticcere parigino decide di aprire un negozio sulla stessa strada rubandole tutti i clienti. Saranno scintille…

Cosa intende dire a Gli Amanti dei Libri?

Grazie per avermi intervistata sul vostro sito. Ho avuto una stupenda esperienza in Italia e mi piace ascoltare i lettori italiani. Mi farebbe piacere se voleste scrivermi una mail attraverso il mio sito  www.lauraflorand.com: io leggo l’italiano, più o meno, e sarebbe bello scriverlo se solo fosse più semplice. Vi chiedo solo di essere pazienti nell’attendere le mie risposte. Baci e abbracci, Laura.

Leggi anche la nostra recensione di “Ladra di cioccolato” di Laura Florand

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