A tu per tu con… Grame Simsion

Il suo libro è stato un caso editoriale: “L’amore è un difetto meraviglioso” , opera d’esordio dello scrittore australiano Graeme Simsion, non è solo un romanzo d’amore. Moltissime persone l’hanno definito anche un libro comico, ma non solo: “L’amore è un difetto meraviglioso” è anche un libro riflessivo, ma anche molto stimolante. Ne parliamo con l’autore, Graeme Simsion.

Come le è venuta l’idea di Don Tillman e del ‘Progetto moglie’?

Ho lavorato per anni nel mondo dell’informatica e lì ho incontrato molte persone simili a Don. In particolare ho un amico che ha avuto difficoltà a trovare una partner, ci è riuscito verso la quarantina con un approccio molto organizzato, una sorta di “progetto moglie”, ma prima della diffusione di internet. Mi piaceva quindi l’idea di avere questo personaggio socialmente imbranato alla ricerca della partner ideale: un ottimo punto di partenza per una storia.

Le modalità sono molto curiose, ma la vera domanda è: perché Don Tillman cerca moglie? Ha un modello di donna in particolare?

Durante tutta la durata della narrazione, Don si dà delle motivazioni contrastanti per la ricerca della moglie: alcune sono infatti di natura logica, altre emotiva. Se gli chiedeste perché è alla ricerca di una moglie, Don risponderebbe che gli uomini sposati tendono a vivere più a lungo e sono più felici, che avere una compagna è stimolante soprattutto per portare avanti progetti condivisi. Ma in realtà ha anche delle motivazioni emotive: si sente solo e, come tutti noi, ha bisogno di una relazione umana.

Don Tillman è un idealista o un realista secondo lei?

Direi che Don è un idealista, come traspare dai suoi forti valori etici e dal fatto che non vuole scendere a compromessi. Nel romanzo c’è la scena con la rettrice che gli chiede di seguire una certa linea per scrivere una relazione sul comportamento etico, cosa che lui non accetta. Ma l’idealismo di Don emerge soprattutto nel suo “Progetto moglie” con il quale ricerca la partner “perfetta”.

Quali sono gli ingredienti fondamentali del suo romanzo?

Direi che l’ingrediente principale è proprio Don Tillman: nel romanzo vengono messi in luce le sue debolezze, i suoi punti di forza, i suoi sentimenti e anche la sua capacità di cambiare. Al centro della narrazione ci sono due ricerche: la ricerca della donna perfetta da parte di Don e la ricerca del padre naturale da parte di Rosie. L’interazione di queste due ricerche dà luogo ad una storia d’amore.

“L’amore è un difetto meraviglioso”  suo romanzo d’esordio, è stato definito un caso letterario. Come se lo spiega? Come si sente?

Quello che mi dicono le persone che hanno apprezzato il libro è che hanno riso moltissimo, e questa è una caratteristica insolita per un romanzo. Oltre a far ridere, questo romanzo ha anche un contenuto emotivamente ed intellettualmente stimolante: è un libro che fa ridere, può far piangere e magari anche riflettere. Ci sono sicuramente romanzi più “potenti” del mio dal punto di vista emotivo oppure più orientati intellettualmente, ma il tratto vincente del mio libro è il senso dell’umorismo. Sono molto soddisfatto: è una bella sensazione far ridere le persone.

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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