A tu per tu con… Giorgione

giorgioneGiorgio Barchiesi, affettuosamente conosciuto come Giorgione, è il protagonista del seguitissimo “Giorgione – Orto e cucina” sul Gambero Rosso Channel. Veterinario, amante della buona cucina e del vino, gestisce un’azienda vinicola a Montefalco (Perugia), produce olio di altissima qualità e si esprime in tutta la sua bravura nella propria locanda. Dalla sua dimora, immersa in un bosco nei pressi di Montefalco con animali da cortile ovunque e un orto ricchissimo, Giorgione racconta la piacevole esperienza di curare un orto ed esaltare le primizie con ricette semplici, gustose, facilmente eseguibili.
Il suo ultimo libro, Le origini, è un tributo a tutti i luoghi che hanno ispirato la sua cucina, alle persone importanti del suo percorso, passando dai sapori del mare di Anzio a Trani, per risalire in Val Pusteria.

In questo tuo ultimo libro, si nota particolarmente quanto le tue ricette siano corpose. Quale credi che sia la forza di una cucina cosi ricca di sapori, volendo anche di grassi, in una società che invece predilige cibi light, biologici, minimalisti?

In realtà non direi che la cucina che faccio è grassa o corposa, piuttosto che è una cucina dove ci sono tutti gli ingredienti! Io non escludo nulla e, anzi, credo il problema sia proprio questo, il cercare di escludere, che non va bene: se si ha una alimentazione sana e bilanciata non ci sono problemi l’importante è mangiare variegato.

Il Libro è per metà ricette e per metà paesaggi: potremmo dire che i paesaggi sono ricette a loro volta?

Assolutamente sì. Se vivi in una dimensione senza coglierne l’essenza vuol dire che non sei nemmeno capace quando cucini di cercare un bel pezzo di pane o un pollo sano o una bella insalata. Consocere il territorio e le zone dove vai in vacanza vuol dire scegliere dei metodi di vita e portarli con sé.

Qual è la difficoltà nello scrivere un libro con un argomento così aggregante, come è la cucina, e così personale,le origini come la memoria?

Per me è un po’ un’abitudine stare in mezzo alla gente. Se ami la convivialità col tempo impari a raccontare te stesso senza mettere le barriere e senza farti influenzare dalla distanza o dalle persone. Penso che la convivialità sia essenziale, soprattutto nella cucina: nel momento in cui tu prepari da magnaire e lo fai con distacco quello è un lavoro che non è fatto bene.

Ci dici qual è secondo te l’ingrediente che non deve mai mancare nella cucina? E uno di cui non puoi fare a meno?

Penso che in una cucina non dovrebbe mai mancare dell’olio extravergine di ottima qualità, mentre non potrei mai fare a meno di olio e guanciale: sono un’ottima base aromatica.

Ci racconti un aneddoto che ti è capitato in questi anni che non hai inserito nei libri?

Me ne è capitato uno giusto poco tempo fa a Reggio Emilia. Avevo preparato la gramignia di pasta con la salsiccia, fatta per la prima volta, e attorno a me c’erano diverse persone la stavano assaggiando dicendo che è molto buona. Ad un tratto arriva una vecchietta, mi si avvicina e fa “ma questa è la gramigna con la salsizzia!” la assaggia e mi fa “vacca boia quanto è buona!”. È stata una vera soddisfazione!

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