A tu per tu con… Fabio Salvatore

Fabio Salvatore, classe 1975, nasce due volte: la prima come attore, allievo dei grandi Albertazzi e Garinei, la seconda come Cavaliere della Luce. Nel mezzo una storia incredibile fatta di dolore, paura della morte, perdite, amori sbagliati, ma anche di incontri straordinari, conversione, fede, Amore incondizionato verso la vita e verso Dio. Fabio racconta questa sua esperienza nel suo ultimo libro “A braccia aperte tra le nuvole” edito dalla Piemme. Abbiamo voluto incontrare Fabio per approfondire con lui i tanti temi che affronta e che toccano in modo indelebile l’anima di ciascuno di noi.

“Quante volte tradiamo noi stessi e gli altri con le parole. E buttiamo via sentimenti come fossimo involucri che vagano per il mondo privi di un cuore, senza un’anima. Siamo creature ingabbiate da leggi inutili dettate dalla mente. Accecati dalla frustrazione di essere ciò che non vogliamo,automi di una vita che non ci corrisponde”. Amo molto questo passo del tuo libro. Mi sembra un ritratto perfetto sia della nostra generazione- siamo coetanei ndr- che di quella nuova. Perché ci accade questo? Di chi è la colpa?

Il cuore, l’amore, l’anima, semplicemente la nostra vita. Credo che non sia un problema generazionale ma un vero e proprio limite che abbiamo messo alla nostra quotidianità. Ci nascondiamo in qualcosa che non ci appartiene, intorpidendo il cuore, facendolo diventare di plastica e bendando gli occhi di fronte a qualsiasi fonte di verità e di rinascita. Usiamo i sentimenti con comodità additando noi stessi e gli altri, castigandoci a una dimensione umana del tutto pessima che subisce la vita.

 Fabio in base alla tua esperienza quale consiglio ti senti di dare a chi è posto dalla vita di fronte ad un grande dolore che può essere di malattia, morte, separazione, abbandono, perdita di lavoro o denaro? Come si deve reagire per non crollare e non cedere alla tentazione di rinnegare la propria fede e il valore stesso della vita?

Non ci sono ricette e tantomeno io ne conosco, ma credo che la sofferenza e il dolore, facciano parte della nostra vita, che spesso non amiamo guardare e vivere nella sua totalità. Crediamo che ciò che ci è donato sia un atto dovuto, mentre ciò che diventa motivo di invalidità per la nostra anima ci arriva come castigo o punizione. Il dolore è una prova e un’opportunità. Non possiamo vivere tutto con rabbia, rancore e ripiegandoci su noi stessi. E’ vero la fede è la strada maestra e io sono stato fortunato in questo, ma non è un alibi perche c’è una quotidianità che va affrontata. Ma se Gesù è messo al centro dei nostri giorni, allora sì che viviamo tutto in una prospettiva diversa.

 Dalle notti “brave” della tua vita in Romagna all’amore, quello con la A maiuscola che racconti nel tuo libro. Come la fede ha cambiato in te la visione della donna e dei rapporti sentimentali?

L’ Amore è il cuore della mia risalita. L’amore caritatevole, che non chiede ma che dona incondizionatamente. Nel libro vi porto per mano nel mio sangue e nel profondo delle mie emozioni, di un amore nato sotto il segno della fede e che purtroppo a volte è caduto nelle facili tentazioni e che alla fine ha pagato tutto amaramente. Ma la fede mi ha donato la speranza e dal buio della mia intimità ho guardato oltre e affidando il mio cuore a Maria ho sperimentato quanto grande è l’amore di Gesù. Nulla è impossibile a chi crede e a chi spera la in Dio.

Tra destino e Provvidenza, quale lo spazio della libertà umana? Può l’uomo attraverso la fede cambiare per intercessione divina il proprio destino? E credi al destino?

Eduardo De Filippo diceva che “Sta tutto scritto e tutto segnato” e io, da attore di teatro che ha vissuto sin da bambino lungo i tavolacci, ho portato per troppo tempo questa idea. Poi con il passare degli anni e con l’esperienza di vita, credo che Gesù ci guidi lungo un sentiero, ma noi non vogliamo ascoltarlo e quando ci parla ci tappiamo le orecchie. La provvidenza è la chiave di lettura di una vita e non c’è miglior libertà che non sia l’Amore, vissuto sul cuore della nostra Mammina Celeste.

Sono stata tre volte a Medjugorje e capisco le emozioni che racconti relativamente a quel luogo. A me dicevano che nessuno ci capita per caso. Lo credi anche tu?

Hai perfettamente ragione. Nulla accade per caso nella nostra vita, di cui le Dioincidenze, sono il motore vitale.

Molti che si definiscono cristiani dicono di credere in Gesù Cristo, ma non nella Chiesa. E’ una presa di distanza che viene più facile oggi che la Chiesa come Istituzione è stata travolta da diversi scandali. Cosa ti senti di dire in merito a questa problematica?

Io non sono un Cristiano Cattolico bacchettone e credo che molti uomini hanno sbagliato, ma credo che sia troppo facile in questo momento attaccare la chiesa. Ma anche qui, non vogliamo vedere. Mi piacerebbe che in tanti avessero la possibilità di vivere l’altra faccia dell’essere cattolici, fatta di uomini, donne, consacrati, laici, capaci di essere al fianco degli ultimi, dei diseredati che grazie all’aiuto e alla provvidenza continuano a vivere. Vorrei portarci chi parla senza guardare, lungo le corsie d’ospedale, nelle stazioni ferroviarie, nelle periferie e farsi illuminare da questo mondo meraviglioso che non ha voce ma opera costantemente. Ma questo non fa notizia e non interessa a nessuno, perché lo scandalo è in pasto a Satana e ci piace sguazzare con lui.

Grazie Fabio. Come da prassi ti chiediamo un saluto e un augurio per il nostro giornale on line gliamantideilibri.

Vi auguro il meglio e vi ringrazio per avermi accolto. Vi porterò nelle mie umili preghiere nella speranza di poterci incontrare ancora su questo spazio con la libertà intima del nostro sentire.

Leggi anche la nostra recensione di “A braccia aperte fra le nuvole” di Fabio Salvatore

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Elena Cartotto

Curiosa e ironica mi piace andare fuori dai sentieri battuti, nei libri come nella vita. Se dovessi scegliere un titolo per raccontare la mia storia sarebbe sicuramente “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani. Il mio eroe letterario è Sherlock Holmes, l’autore con cui andrei a cena Oscar Wilde e i miei miti storici Gesù di Nazareth e Socrate. Sono un’idealista che ancora si scalda su alcuni temi sociali come dignità umana, libertà, lavoro e giustizia. Le mie passioni sono l’astrologia, la psicologia, il paranormale, la spiritualità e la musica che ci salva da noi stessi, ogni giorno. Per dirla con Vecchioni: “Ho combattuto il cuore dei mulini a vento, insieme ad un vecchio pazzo che si crede me….”.

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