A tu per tu con… Fabiana Giacomotti

Durante le feste appena trascorse  abbiamo incontrato la giornalista e scrittrice, nonché docente di storia della moda e del costume,  Fabiana Giacomotti,  autrice per Baldini e Castoldi de “La milanese chic”, una guida davvero imperdibile per chi vuole conoscere i luoghi della città dello stile insieme ad interessanti aneddoti storici e di costume.  Intervistata da Ambretta Sampietro,  presentava il suo nel celebre Gigi Bar di Stresa (VB), luogo citato nel libro tra quelli da visitare assolutamente.

Com’è nata l’idea di questa guida?

Non è stata un’idea mia, ma dell’editore. Il libro è nato contestualmente alla rubrica di consigli che tengo per”Sette”. Ci siamo avvalsi anche della collaborazione di Sara Not per le illustrazioni.  Lavoro con lei dai tempi di Amica, più di 10 anni fa: è molto brava ed amata dai bambini. Devo dire che è stata un’ottima intuizione, visto che siamo già alla ristampa.

La guida è dedicata, già dal titolo,  maggiormente al pubblico femminile, con qualche spazio anche per gli uomini. A chi in particolare si rivolge?

Questa guida vuole accompagnare chi viene a Milano, ma anche chi ci vive e che la vive in maniera frettolosa, invitandolo a scoprirne qualche angolo che magari nessuno conosce. Io giro molto a piedi e in bici, ma se si utilizza la  metropolitana si perde la possibilità di notare monumenti e luoghi affascinanti. Rispetto a Roma, dove io vivo la metà del mio tempo, Milano invita meno a camminare, porta maggiormente ad utilizzare i mezzi ed è un peccato, perché in fondo è una città piccola, facile da esplorare.

Quali sono i luoghi che ha descritto a cui è più legata?

Innanzitutto è bene spiegare che nel libro ho inserito molti aneddoti storici legati ai luoghi che descrivo. Essendo nata e cresciuta nella zona di corso Magenta, ovviamente sono molto legata a tutta la zona di Santa Maria delle Grazie:  è la Milano quattrocentesca dove c’erano gli orti di Leonardo, di cui nel libro racconto un episodio divertente. Il priore di Santa Maria delle Grazie nel 1497 era furente perché il maestro ed i suoi passavano tutto il tempo a mangiare, mentre decidevano cosa rappresentare sul muro. Tutto ciò durò ben due anni e alla fine decisero di dipingere purè di rape, anguilla e pane.  Dopo tutto quel tempo avrebbero potuto scegliere qualcosa di diverso! Tra l’altro Leonardo era anche un ottimo cuoco e aveva un ristorante con Sandro Botticelli a Firenze, che si chiamava “Le tre rane”. E’ un particolare che pochi conoscono, ma è scritto nel Codice Atlantico.

Cosa aggiungerebbe alla Milano di oggi per essere migliore?

La cosa che reputo più importante e che manca tantissimo è la qualità dell’aria, che è alla base del potersi godere meglio la città così come la descrivo.

Non si può camminare e andare in bicicletta tranquillamente senza un deciso miglioramento di questo aspetto. La cosa davvero chic per una milanese è poter andare a piedi da ogni parte, avere tempo per vedere quanti giardini ci sono , quanti bei posti. Ad esempio c’è un parco pubblico in via Terraggio (in zona Università Cattolica), riaperto da poco, che davvero pochi conoscono.

Cosa invece le toglierebbe?

Vorrei togliere i graffiti e le scritte sui muri. Accetto i murales ben fatti, ma non i muri imbrattati. Fa molto impressione vederli, soprattutto se si va spesso all’estero,  perché si trovano quasi esclusivamente in Italia. Milano è particolarmente sporca: non sono bei disegni, ma spesso orrende deturpazioni di eleganti palazzi.

Veniamo ad una delle sezioni più importanti del suo libro, la moda. Lei descrive le caratteristiche dello stile milanese. Ci può dire quale consiglio trova particolarmente importante?

Per me è fondamentale scegliere capi di buona fattura, che durino nel tempo. La milanese chic sarà felice di indossare una giacca “ereditata” dalla mamma, ma non metterà mai abiti di scarsa  qualità. Nel libro infatti dico: meglio solo un capo nuovo all’anno, ma di valore. E’ anche un discorso ecologico: dietro la moda a basso prezzo c’è l’inquinamento sia nella produzione che nel continuo smaltimento di rifiuti.

Qual è il rapporto di una milanese chic con i libri?

Nella guida c’è un capitolo interamente dedicato alla letteratura, d’altra parte il 25 per cento dei libri in Italia si vendono proprio all’interno della cerchia dei Bastioni. A Milano hanno sede molte tra le case editrici più importanti e i giornali più diffusi. Possiamo dire che leggere è indubbiamente tipico della milanese chic!

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Milanese di nascita, vive da sempre nel Varesotto. Insegnante di lettura e scrittura non smette mai di studiare i classici, ma ama farsi sorprendere da libri e autori sempre nuovi. Sommelier, abbina quando può un buon romanzo al bicchiere appropriato.

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