A tu per tu con…Diego Galdino

Diego Galdino è uno scrittore romano che, come il protagonista del suo celebre romanzo Il primo caffè del mattino, ogni mattina si alza alle cinque per aprire il suo bar in centro. Nonostante l’attività di barista, trova il tempo di scrivere romanzi di successo: storie romantiche e brillanti, commedie contemporanee che vedono giovani coppie innamorarsi nella splendida atmosfera romana. L’ultimo suo romanzo, Mi arrivi come da un sogno, ha tutte le carte per essere accolto con calore dai lettori.

Sappiamo che Roma è la sua città, già celebrata nel romanzo “Il Primo caffè del mattino” e non meno affascinante in “Mi arrivi come da un sogno”. Che rapporto ha invece con la cittadina di Siculiana?

Siculiana è come uno di quei posti che ti appaiono in un sogno ricorrente. Un posto in cui non sei mai stato ma di cui al risveglio, ricordi tutto: la chiesa, le case, la torre del saraceno, la piazza, la spiaggia di Torre Salsa, le tartarughe… Lucia, la protagonista siciliana di una storia d’amore. E allora, visto che non puoi andare di persona a vedere se questo posto è bello come appare nei tuoi sogni, decidi di ambientarci un romanzo.

Ancora una storia romantica che ha per protagonista una bellissima coppia alla quale facile affezionarsi. Le piace confrontarsi con le storie d’amore?

Più che un confronto, per me una storia d’amore è un conforto. Sono figlio di commedie romantiche come ‘Quattro matrimoni e un funerale’, ‘Insonnia d’amore’, ‘C’è posta per te’, ‘Pretty Woman’, ‘Notting Hill’ e di romanzi come Persuasione, Le pagine della nostra vita, L’uomo che sussurrava ai cavalli, Il cavaliere d’Inverno, I cercatori di conchiglie, Se solo fosse vero e mi piace l’idea (o meglio, la sfida) di creare delle storie d’amore che non siano mai state scritte o portate sul grande schermo. Fortunatamente la letteratura offre molte possibilità e sfumature: anche il gesto di appoggiare un bicchiere sul lavello di una cucina può essere fatto in tanti modi e ciascuno può avere un significato diverso…

 La protagonista femminile, Lucia, è la classica “ragazza della porta accanto”: acqua e sapone, dolce, intelligente…ha tutte le carte per realizzare i suoi sogni. Cosa la frena invece?

La frena la mancanza di un’opportunità, di una spinta che la convinca che è giunto il momento di spezzare le catene interiori che la tengono legata a un’idea di vita che non è davvero quella che lei sogna, sia a livello sentimentale che lavorativo. Fino al giorno in cui arriva una chiamata da Roma… e lei capisce di non poter dire di no al destino.

Il nostro eroe (o, meglio, supereroe) è un americano trapiantato a Roma. Ci parli un po’ di questo personaggio. Da dove la scelta di un nome così impegnativo?

Clark Kent ha un destino nel nome, quello di essere un super uomo, un uomo di un altro pianeta, un supereroe dei sentimenti, la persona giusta per affrontare un’impresa ai limiti dell’impossibile: far innamorare due volte la stessa donna ripartendo da zero. È un americano del Montana che ha imparato ad amare come la città che l’ha adottato ama le persone che si affidano a lei, quindi incondizionatamente, romanticamente, sfacciatamente, definitivamente.

Un ruolo di tutto rispetto è quello della nonna Marta, donna anticonformista che spinge la nipote ad inseguire i propri sogni. Potremmo paragonare questo personaggio a quello di Dario del romanzo “Il primo caffè del mattino”. Quanta importanza possono avere la presenza e la saggezza delle persone anziane per i giovani di oggi?

In ogni mia storia c’è un Virgilio che fa da guida al protagonista di turno dall’alto della sua esperienza, della sua vita vissuta, cercando di non far commettere all’amico più giovane i suoi stessi errori di gioventù. In questo caso penso che Dario de Il primo caffè del mattino possa essere rappresentato dal personaggio di Giorgio Rizzo, perché a volte anche un supereroe può aver bisogno di un partner se il cattivo è un osso duro, e in Mi arrivi come da un sogno l’antagonista di Clark è un Lex Lutor dell’amore deciso a vender cara la pelle.

Dalla storia emerge che quando si incontra il vero amore lo si riconosce subito…

Io credo che di amori nella vita di una persona ce ne possano essere più di uno. Per vari motivi, tutti noi cerchiamo il vero amore o speriamo che quello appena trovato duri per sempre per la proprietà transitiva dell’altra metà della mela… a volte capita che sia così, altre no, ma ogni storia d’amore vissuta ci lascia dentro qualcosa d’importante, che conserviamo gelosamente, e che salta fuori, magari mentre ascoltiamo una canzone alla radio o tornando per caso in un posto che credevamo di aver dimenticato. Di sicuro in una commedia romantica è più facile riconoscere il vero amore al primo sguardo… (a meno che qualcuno vedendo l’inizio di Pretty Woman abbia pensato che la dolce Vivian si potesse innamorare del direttore dell’albergo!).

Questo romanzo ben rappresenta la commedia romantica italiana, con un’atmosfera che ricorda film come “Vacanze Romane”. C’è qualche influenza cinematografica tra le sue fonti d’ ispirazione?

Io sono un cinefilo appassionato e sicuramente questa mia passione influenza il mio modo di scrivere e le storie che si dipanano nella mia mente. Credo che uno dei monumenti più belli di Roma sia La Bocca della Verità ed è davvero affascinante vedere la lunghissima fila di persone che ogni giorno, a distanza di anni dall’uscita del film ‘Vacanze Romane’, sente ancora il desiderio di emulare i due protagonisti del film. Una scena entrata ormai nella leggenda, che ha il potere d’incantare anche le nuove generazioni senza effetti speciali, ma solo mostrando la dolcezza di un sentimento autentico, buono per tutte le età.

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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