A. L’abbandono – Fabio Scotto

Titolo: A. L'abbandono
Autore: Fabio Scotto
Data di pubbl.: 2021
Casa Editrice: Passigli
Genere: Poesia
Pagine: 112
Prezzo: € 14,50

La poesia pura nasce da un cuore messo a nudo. Fabio Scotto in A. L’Abbandono non ha nessuna vergogna di mettersi a nudo  è scrive un libro di poesie che tocca il cuore di tutti noi che lo leggiamo.

Questo libro è la storia di un amore durato di oltre due anni, di un tradimento e di un abbandono che hanno condotto il suo autore sull’orlo di un baratro.

Gli attori di questo dramma sono A. (Alessandra), l’autore stesso (Abby) e il terzo incomodo l’innominato/l’innominabile).

Ecco che arriva la scrittura e Fabio Scotto come una terapia si avventura nelle parole per mettere in versi il suo cuore trafitto.

L’autore prende coraggio dalla sua sconfitta d’amore e trasforma l’abbandono in una lirica e straordinaria esperienza poetica da leggere con intensità con un poema universale dei sentimenti traditi.

Il cuore del poeta sanguina e i suoi versi toccano il lettore perché sinceri, onesti, diretti, come trafitture che lacerano il sentire.

«Non serve ricostruire, non voglio scrivere / la cronaca di uno sfacelo. / Voglio dire quello che resta / quando tutto è distrutto / quella polvere sul vuoto, / tracce azzurre di ciglia».

La poesia di Fabio Scotto è un intimo guardarsi dentro dopo che l’amore, attraverso l’abbandono, ha ferito il cuore.

Questo suo guardarsi dentro non è mai personale: dalle ferite laceranti dell’abbandono il poeta prende tutto ma soprattutto trae la forza per attraversare il dolore della mancanza: «Per me sarai sempre / la luce che respiro/ nel mio vuoto presente / la ragione per cui scrivo».

Le parole vengono fuori dal cuore spezzato, il poeta e l’uomo scrivono insieme questo diario intimo di pura poesia, ogni verso è una trafittura che lascia il suo segno sulla carne.

«L’abbandono è qui da intendersi nella duplice accezione di “essere abbandonato da qualcuno” e di “abbandonarsi a qualcuno”. Amare è forse abbandonarsi per (non) essere abbandonati, l’abbandono essendo, ora lo so, il più orrendo dei crimini, in amore, in mare, ovunque esso accada».

Quello che conta nella poesia è il sentire. Grazie di cuore a Fabio Scotto per aver messo a nudo il suo cuore e d essersi lasciato guidare dalla poesia, triste gioco e necessità, quella di affidare alle parole la speranza di un dopo anche quando tutto è perduto, tranne la poesia.

L’abbandono si è tragicamente consumato, il poeta non accetta la sconfitta, chiama il dolore con il suo nome, lo guarda in faccia attraverso la poesia, implicato nel suo accadere lo affronta a viso aperto con le parole che si devono dire senza mai nascondersi.

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