A Gramellini e Mazzucco il Premio Elsa Morante 2012

Il Premio Elsa Morante 2012 ha i suoi vincitori. Massimo Gramellini con “Fai bei sogni” (Longanesi Editore) e Melania Mazzucco con “Limbo” (Einaufi Editore) portano a casa i Premi per la Narrativa 2012, mentre il Premio Speciale Centenario è stato consegnato a Daniele Morante per “L’amata. Lettere di e a Elsa Morante” (Einaudi) libro che raccoglie l’epistolario dell’autrice. In “Fai bei sogni” l’autore parla, come suggerisce il titolo, dell’infanzia, personale e universale e degli eventi che ne costruiscono il significato. Gramellini, vicedirettore de La Stampa, noto al grande pubblico per la sua partecipazione alla trasmissione “Che tempo che fa”, è piaciuto per le emozioni che il suo romanzo è in grado di dare al lettore, suscitando  allo stesso tempo stupore, sorpresa e gioia. Melania Mazzucco, autrice di “Limbo”, racconta invece la storia di una donna soldato in Afghanistan e affrontando il triste conflitto armato attraverso la carica della donna riesce a trattare di temi dal grande impatto psicologico ed emotivo.

La premiazione sarà motivo per una manifestazione culturale organizzata dall’Associazione Culturale Premio Elsa Morante sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica prevista per il 15 novembre prossimo Media coverage del’ evento nel centenario dalla nascita della scrittrice sarà il nuovo canale Sky Arte Hd.

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  • http://giuseppearagno.wordpress.com/ Giuseppe Aragno

    C’era in concorso un mio saggio. Il commento è perciò amaro ma si riconosce dicharatamente di parte.
    C’è un punto su cui si tace un po’ e sul quale, al contrario, si dovrebbe riflettere: più che premiare la “grande narrativa italiana” (l’enfasi è qui rivelatrice), si è espresso un giudizio radicalmente negativo sulla qualità della saggistica: nessun saggio merita il premio. Questo di fatto ha affermato la giuria. Non ho elementi certi per valutare le valutazioni dei valutatori – il bisticcio di parole non è casuale – e meno che mai le opere brutalmente “messe alla porta”, ma so per certo che chi ha letto il mio saggio, estremamente scomodo e controcorrente, ha espresso giudizi diametralmente e singolarmente opposti a quello che viene dalla giuria. Voi direte, lo so, che questo è davvero “Cicero pro domo sua” e avrete apparentemente ragione. Io invece non lo dico per fatto personale: dietro il premio non assegnato, vedo mani poco coraggiosamente “lavate”. La conclusione è fatalmente sconsolata: la saggistica perde probabilmente il suo premio perché, fuori concorso, vince l’Italia di Ponzio Pilato.

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