5 libri per il giorno della Memoria

70 anni fa il 27 gennaio le porte dell’inferno di Auschwitz si spalancarono liberando tutti quei numeri che cercarono di tornare persone. Il giorno della memoria, è un giorno per non dimenticare, è un giorno per ricordare di cosa è capace l’uomo,le leggi razziali, la violenza, i campi di concentramento, la paura, la guerra, la fame e la sofferenza. Nell’arco degli anni alcuni tra i sopravvissuti ci hanno aiutato a capire la loro esperienza regalandoci le loro testimonianze tramite racconti e libri. Per quest’anno, noi degli Amanti dei Libri, abbiamo deciso di suggerirvi delle letture nuove sull’argomento,per non dimenticare.

La repubblica delle farfalle
Matteo Corradini
Best Bur

imagePartito dalla studio di alcune pagine di giornale del Vedem, conservate al Memoriale di Terenzin, Corradi, l’autore del libro, è riuscito a dar vita ad uno straordinario racconto che ha per protagonisti un gruppo di ragazzi e la resistenza. Ambientato a Terezin, nella Repubblica Ceca, il libro, narra la realtà di questa città che negli anni della Seconda guerra mondiale diventò un campo di raccolta destinati allo sterminio. Nella città-fortezza c’era tutto strade, musica e casa peccato che mancasse la libertà. Delle 155 mila persone rinchiuse sole 3807 tornarono a casa e dei 15 mila bambini e ragazzi solo 142 riuscirono a salvarsi. Ma sarà proprio tra questi ragazzi che il sentimento di libertà non morirà mai. Saranno proprio loro, i più giovani del campo, a dar vita ogni venerdì sera, al giornale Veden, Avanguardia, il quale registra le partenza, i nuovi arrivi ma riporta anche le loro emozioni tramite bellissime poesie, disegni e interviste. E da queste pagine di giornale nascerà quella voglia di stare uniti, resistere e rimanere vivi.

Baci di carta. Lettere di un ebreo dalla prigione, 1942/43
Pali Meller edizione italiana a cura di Carlo Saletti
Gli specchi Marsilio

imageIl protagonista è Pali Meller, un architetto ebreo di origine ungherese, che dopo aver falsificato un documento sul quale attestava la sua appartenenza alla razza ariana, viene denunciato e poi arrestato con l’obbligo di scontare sei anni in carcere. Da quelle mura peró Meller non uscirà mai. Vedovo da tempo, l’architetto si trova costretto a dover abbandonare i suoi figli Paul di 11 anni e Barbara di 7 con la signora Schmitt, la governante. Dalla prigione di Brandenburg-Görden, Pali inizia uno scambio epistolare unico con i propri figli costruendo con loro una relazione nuova, una relazione di carta come i baci che poteva inviare a loro. Le lettere divennero un documento e una testimonianza dei momenti tristi e bui dell’architetto ma anche una forma di espressione d’amore, affetto e rassicurazione per i figli. Morto dopo 13 mesi di carcere Meller lascia di se solo le sue lettere traboccanti di parole struggenti e ricche di dignità e di una forza che non si abbatte alla barbarie subite

“Allora testa alta-raccomandava ai figli in una delle sue lettere- cosicché io possa baciarvi da capo a piedi. Vostro padre”

Operazione salvataggio. Gli eroi sconosciuti che hanno salvato l’arte dalla guerra
Salvatore Giannella
Chiarelettere

imageNon si parla solo della Seconda guerra mondiale, ma anche di quella Civile spagnola, di quella della Iugoslavia e di quella più recente dell’Afganistan. Guerre che oltre ha fare moltissime vittime hanno sequestrato e distrutto una grandissima quantità di opere d’arte. Giannella narra proprio la storia di questi uomini, semplici eroi che tramite le loro coraggiose gesta hanno salvato molti patrimoni artistici che forse non avremmo più rivisto. Il libro narra moltissime storie fino ad arrivare ai giorni nostri passando per le opere artistiche dell’Olocausto che vengono proposte all’interno del libro per la prima volta a colori. Opere che raccontano una realtà da non dimenticare.

Una luce quando è ancora notte
Valentine Goby
Narratori della Fenice, Guanda

imageMila ha solo 20 anni, quando viene deportata. Militante della resistenza francese non ha mai voluto essere un eroina ma solo difendere la sua famiglia, suo fratello ed aiutare gli altri militanti parigini. Come le altre prigioniere politiche provò un notevole senso di sollievo quando scoprì che non sarebbe stata fucilata, anche se non sapeva dove la stessero conducendo. Non aveva mai sentito parlare di Ravensbrück ma sapeva che quella era la sua meta. Giunta al campo, Mila non perde la sua forza e non si fa intimorire dagli obblighi e dagli ordini brutali. Ben presto trova la sua forza nella Kinderzimmer, una camera per i neonati presente nel campo e con il supporto delle compagne non perde mai il suo coraggio e continua a lottare per se e per il figlio che porta in grembo.

La memoria dei fiori.
Il diario di Rywka Lipszyc
Garzanti

imageRitrovato nel 1945 tra le rovine dei crematori di Auschiwitz, il diario di Rywka è stato pubblicato per la prima volta solo nel 2014 negli Stati Uniti.
Tutto ha inizio nel 1943 quando la quattordicenne Rywka Lipszyc è costretta ad abbandonare la propria casa, la scuola e gli amici per vivere quotidianamente gli orrori del filo spinato, delle armi e dei soldati. Dalle pagine di questo diario prende forma il personaggio della protagonista, una ragazza, costretta a fare da mamma alla sorella Cipka, dopo la morte dei genitori ed a diventare donna tra la violenza e l’ingiustizia. Rywka ha perso tutto e si tiene stretta l’unica cosa che le è rimasta, un diario al quale racconta le sue giornate e i suoi sogni, una casa con un piccolo studio, dove scrivere coltivando la sua più grande passione. Saranno proprio questi sogni e la speranza a dare forza alla giovane deportata.

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