4 domande a… Andrea Bongiorni

Che l’editoria stia cambiando è un dato di fatto. Ma chi si sarebbe aspettato la possibile esistenza di una casa editrice che pubblicasse libri solo in versione digitale? Noi siamo andati a incontrare chi vive questa esperienza e che ha fatto del digitale il suo business. Abbiamo incontrato Andrea Bongiorni, giovane editore della casa editrice Wepub. Leggete cosa ci ha raccontato…

WePub è la vostra creatura, ce la presenti? Quali caratteristiche ha?

WePub è una casa editrice nativa digitale che ambisce ad alimentare il suo catalogo tramite scouting online diretto. Questo significa che qualunque aspirante autore può inviarci il suo manoscritto caricandolo direttamente nella sezione “Pubblica con noi” del nostro sito, con la certezza che sarà letto e valutato dalla nostra redazione. Garantiamo una risposta a tutti, anche in caso di valutazione negativa: ogni autore riceve infatti una prima mail quando iniziamo a leggere la sua opera e successivamente una seconda mail con il risultato della valutazione. Quando individuiamo un’opera che ci interessa, proponiamo all’autore un contratto di e-publishing che prevede, appunto, la pubblicazione in formato digitale.

Nella vostra presentazione si legge che per voi il digitale è “una nuova, importante opportunità per gli autori, gli editori e, sopratutto, i lettori”. Vuoi spiegare ai nostri lettori in che modo cambia il ruolo tra gli “attori” che abbiamo citato?

Nell’editoria tradizionale il rapporto tra editore e lettore è mediato: l’editore non si rivolge direttamente al lettore, ma al libraio. Al contrario, nel mercato digitale il vero interlocutore dell’editore è il lettore: questo comporta tutta una serie di cambiamenti che coinvolgono non solo editore e lettore, ma anche l’autore che, grazie alle possibilità offerte dal web, partecipa direttamente alla promozione della sua opera.

Domanda provocatoria: WePub è la risposta al digitale, ma anche alla crisi? I lettori sono disposti ancora a spendere quasi 20€ per un trade? La vostra proposta è ben diversa in termini economici, vero? A livello qualitativo cambia qualcosa?

Il grande successo ottenuto dal nuovo filone di trade a meno di 10 euro dimostra che i lettori sono più sensibili alla questione del prezzo rispetto al passato. Sicuramente dipende in parte dalla crisi economica, ma credo anche dalla diffusione dell’ebook. Il lettore/consumatore oggi è abituato ad acquistare beni “immateriali” (file video, audio, di testo ecc.) a prezzi molto più bassi rispetto alle rispettive controparti “fisiche”. Ma credo che, un po’ come successo per i vinili (e come sta accadendo per i CD), ci sarà sempre un mercato per i beni di qualità a prezzo elevato, anche se questo mercato sarà sempre più una nicchia. Per quanto riguarda WePub, i nostri ebook sono proposti a prezzi molto competitivi: la raccolta di racconti È qui che dobbiamo stare è in vendita a €1,99 e il romanzo fantasy Ultimo orizzonte a €2,99. Non abbiamo una filiera “cartacea” da mantenere, il nostro flusso di lavoro è esclusivamente finalizzato alla pubblicazione in digitale. Questo non significa che i nostri prodotti siano di qualità inferiore rispetto a un hardcover da 20 euro, anzi: riponiamo la massima cura nella realizzazione dei nostri ebook, a partire dal lavoro sul testo, passando per la compilazione del codice fino alla pubblicazione e alla promozione.

Questa domanda mi viene in mente leggendo il vostro manifesto, in cui si dice “È un mondo ancora da esplorare, ma noi crediamo che sia la strada giusta da percorrere”. Voi siete tutti professionisti dell’editoria, cosa cambia nel vostro modo di lavorare tradizionale in WePub? Cosa cambia nella filiera di produzione dell’ebook rispetto al cartaceo?

Dal punto di vista redazionale non cambia nulla: il lavoro di editing, revisione, correzione ecc. è in tutto e per tutto identico a quello svolto da una redazione “cartacea”. Ma dal punto di vista della pubblicazione e della promozione cambia tutto. Invece di mandare il libro in stampa, realizziamo internamente l’epub. I nostri epub non sono, come si vede troppo spesso in giro, grezze esportazioni da InDesign di file impaginati per la stampa, ma sono, come noi, “nativi digitali”. Un epub ben realizzato consente da un lato una corretta indicizzazione e categorizzazione dell’ebook negli store, dall’altro un’esperienza di lettura più confortevole. Il fatto che un ebook costi meno di un libro a stampa non significa che debba essere realizzato con poca cura, anzi: vista la rapidità con cui oggi circolano le opinioni dei lettori sui social network, introdurre sul mercato un prodotto scadente è molto rischioso.

Il fatto di essere nativi digitali comporta poi strategie di promozione differenti rispetto all’editoria cartacea. La nostra presenza sul web è costante: tramite i principali social network, il nostro sito e il nostro blog cerchiamo di mantenere un dialogo quotidiano con i nostri lettori. Ecco, credo che il termine “dialogo” sia importante: non è più possibile considerare i lettori semplici acquirenti.

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Riccardo Barbagallo

Lavoro da qualche anno nell'editoria, mi occupo di comunicazione per editori e autori e sono un digital addicted. Al contrario di altri, non mi posso definire un lettore da sempre, 'La coscienza di Zeno' in prima media è stato un trauma troppo forte da superare per proseguire serenamente la relazione con la lettura. Più avanti ho deciso di leggere un libro per piacere, e non per obbligo, ed è stato lì che ho capito quale sia la vera forza della lettura: la capacità di emozionare. Credo che sia questo il segreto, se così possiamo definirlo. Non ho più smesso.

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