20 Frammenti di Gioventù Vorace – Xiaolu Guo

Titolo: 20 Frammenti di Gioventù Vorace
Autore: Xiaolu Guo
Data di pubbl.: 2015
Casa Editrice: Md'A
Genere: Romanzo
Traduttore: Gaia Amaducci
Pagine: 173
Prezzo: 12,5

Ho messo il pacchetto di sigarette sul tavolo e ho usato una scodella di smalto blu come fermacarte. Poi ho preso la valiga e sono uscita, facendo cricchiare le foglie morte al mio passaggio. I miei passi erano impazienti, la valigia leggera nella mano. Era come se l’avessi già fatto centinaia di volte. Le colline, i campi, il pozzo e il fiume – guardavo le cose che stavo lasciando e che già diventavano ricordi” (p. 63)

Fenfang, giovane ragazza cinese, a 17 anni lascia il suo villaggio e la sua famiglia dalle campagne e dalla periferia, per trasferirsi in città, a Pechino, in cerca di fortuna. Fenfang ha un sogno ben preciso, recitare, e non mollerà mai fino a quando non l’avrà raggiunto. In 20 brevi capitoli ci racconta parte di questa storia di cambiamenti, in cui la capacità di sapersi adattare deve essere il pane quotidiano di ogni giorno. Si innamora di un ragazzo, vive con la sua famiglia in un buco di appartamento, fa provini, viene presa per scene di terzo livello, rischia l’arresto da parte della polizia, inizia a scrivere pezzi per sè, insoddisfatta di quello che il mondo cinematografico le stava offrendo. Poi la vendetta del suo ex, che le distrugge tutto; il sapersi rialzare, senza mai pensare all’umiliazione del ritiro o del tornare in campagna nel suo villaggio senza aver raggiunto il successo, l’attrazione verso altri uomini, ma il suo sogno prima di tutto.

In 20 Frammenti di Gioventù Vorace, Xiaolu Guo ci mostra la vera identità della nuova generazione cinese, capace di non arrendersi mai, neanche davanti all’evidenza di un fallimento, attraverso una scrittura diretta, pungente e che lascia il segno. Da italiano di buona famiglia in queste poche pagine è venuto normale fare confronti: ma io cosa avrei fatto se…? Io credo che sono pochi gli italiani che fanno passi verso il loro futuro “incerto” senza buone basi di appoggio. Difficile o almeno poco probabile che un italiano si alzi un giorno dicendo “voglio fare il calciatore” e molli tutto, senza salutare nessuno, viva in un buco di 8 metri quadri con altre 6 persone in mezzo agli scarafaggi, faccia provini senza essere preso e alla fine non si arrenda all’evidenza. Fenfang non si arrende e non si ferma, proprio come la Cina.

“Sono stata benedetta dagli scarafaggi in ogni posto nel quale ho abitato a Pechino, ma la vera consacrazione l’ho avuta al Giardino della Rosa Cinese. Il mio appartamento era la loro Mecca” (p. 33)

 

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